Pubblicato da: promeneurs | marzo 1, 2009

Venere e Adone

Se nel teatro come nelle altre arti, l’opera deve stimolare all’approfondimento, Valter Malosti con il suo Venere e Adone riesce benissimo nell’ intento.

cosa possiamo ancora non conoscere di Shakespeare? cosa mai dovremmo approfondire sui suoi testi? bè ad esempio Venere e Adone è un poemetto del 1593 che Shakespeare dedicò al suo protettore, il giovane conte di Southampton; prima opera di Shakespeare ad essere stampata che in breve tempo divenne un grande successo.

Cosa colpisce della Venere e Adone di Malosti? Prima di tutto lo spazio scenico. Una pedana di pochi cm quadrati posta su un binario che attraversa il centro del palco e sulla quale recitano entrambi gli attori. Uno spazio piccolissimo che, durante lo spettacolo, scopriamo può avere svariate possibilità di ultizzo. Venere (Valter Malosti) e Adone (Yuri Ferrero/Daniele Trastu) sfruttano al meglio la piccola pedana e  incantano con la sicurezza e la padronanza che hanno dello spazio ma anche con la velata eleganza dei loro movimenti.

Ferrero/Trastu è muto in scena, mentre Malosti interpreta con i suoi continui cambi di voce, sia Venere che la voce fuori campo che Adone. Ferrero/Trastu parla con il corpo, ogni singolo movimento è perfettamente incastrato nello spazio e segue a specchio quello del suo regista/co-interprete dello spettacolo. La danza contemporanea e la lingua dei segni si fondono nella sua recitazione e l’attore riesce benissimo con le espressioni e con i gesti a parlare senza dire neanche una parola.

Valter Malosti invece è assolutamente unico ed incantevole nell’abbigliamento, nello sguardo, nella voce, nella padronanza scenica, nell’interpretazione.

Il testo è pur sempre Shakespeare…Una Venere avida e lussuriosa, innamorata di un giovane uomo che non sa ancora cos’è l’amore e pensa solo alla caccia. Non sappiamo se Venere sia davvero innamorata del suo Adone o lo corteggi solo per mostrare la sua onnipotenza. Nel testo c’è un susseguirsi di lussuria, avidità, indignazione, passione, emozione, dolcezza, pena…tutte sensazioni che ci vengono stimolate da Venere nell’ora e mezza di spettacolo. Si indaga di continuo nelle contraddizioni dell’amore e nei comportamenti dettati da questo sentimento.

Come dicevo, lo spettacolo stimola ad indagare e ad approfondire…io ho già comprato il testo di shakespeare…c’è sempre tanto da imparare sull’amore…

Pubblicato da: promeneurs | febbraio 18, 2009

Everybody’s gotta learn sometimes

bè stasera, volevo proprio riscoltarmela la colonna sonora di “se mi lasci ti cancello”.

iniziare una storia perbene è davvero difficile e a quasi 30 anni lo è ancora di più. pensavo col tempo di  riuscire a diventare più sicura e più spigliata, più donna…ed invece eccomi più timida, più chiusa, più sola.

Certo che non è andata affatto come me l’aspettavo. Mi ripetevo da bambina, perchè lo ero ancora una bambina anche se andavo all’università, che avrei ottenuto tutto quello che volevo, che il mondo era bellissimo e non capivo i pensieri e le sensazioni di quelli tristi, che non sapevano divertirsi che non capivano che la vita bisognava godersela in tutti gli istanti.

e cmq non pensavo finisse così…

Pubblicato da: promeneurs | dicembre 27, 2008

Una giornata particolare

Una giornata particolare è il titolo di un film di Ettore Scola del 1977 ambientato a Roma negli anni ‘30.

E’ la storia di un uomo ed una donna completamente diversi tra loro. Antonietta è una donna umile, sposata con un impiegato statale fascista e Gabriele è un uomo colto, una radiocronista della Rai mal visto dal regime.

Si incontrano nel condominio in cui vivono, per una casualità; il merlo di Antonietta fugge dalla sua gabbietta e va a posarsi sul balcone di Gabriele proprio nel momento in cui lui sta per amazzarsi…

ma Gabriele non si ammazza. decide di aprire la porta alla sconosciuta che gli chiede di entrare in casa per recuperare il suo merlo.

da quel momento tutto cambia.

Gabriele fa entrare in casa Antonietta, le chiede di ballare, le fa sfogliare i suoi libri, le chiede di prendere un caffè insieme…poi lei va via, ma lui la raggiunge a casa sua e le porta un libro, e le aggiusta il lampadario della cucina, ed insieme vanno a prendere i panni asciutti in terrazzo.

e mentre ridono insieme, Antonietta decide di baciare Gabriele.

in questa storia non c’è lieto fine. Lei è sposata, ha 6 figli e lui sta per andare a morire al confino ed è omosessuale.

Antonietta e Gabriele però fanno l’amore e lui sta bene con lei, e lei pensa di poterlo rivedere il fine settimana successivo quando suo marito e i suoi figli saranno fuori casa. ed invece la stessa sera del loro incontro Gabriele prende il traghetto che lo porterà in esilio.

Gabriele segna un cambiamento nella vita di Antonietta, la salva dalla sua ignoranza, dai suoi schemi mentali e da un marito che non la considera neanche più degna più di uno sguardo.

la vita può cambiare in pochi attimi.

una giornata d’amore vissuta così, come Antonietta e Gabriele può cambiare la vita. ed è solo per questi attimi intensi che vale la pena continuare a sorridere e forse anche a sperare.

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