Se nel teatro come nelle altre arti, l’opera deve stimolare all’approfondimento, Valter Malosti con il suo Venere e Adone riesce benissimo nell’ intento.
cosa possiamo ancora non conoscere di Shakespeare? cosa mai dovremmo approfondire sui suoi testi? bè ad esempio Venere e Adone è un poemetto del 1593 che Shakespeare dedicò al suo protettore, il giovane conte di Southampton; prima opera di Shakespeare ad essere stampata che in breve tempo divenne un grande successo.
Cosa colpisce della Venere e Adone di Malosti? Prima di tutto lo spazio scenico. Una pedana di pochi cm quadrati posta su un binario che attraversa il centro del palco e sulla quale recitano entrambi gli attori. Uno spazio piccolissimo che, durante lo spettacolo, scopriamo può avere svariate possibilità di ultizzo. Venere (Valter Malosti) e Adone (Yuri Ferrero/Daniele Trastu) sfruttano al meglio la piccola pedana e incantano con la sicurezza e la padronanza che hanno dello spazio ma anche con la velata eleganza dei loro movimenti.
Ferrero/Trastu è muto in scena, mentre Malosti interpreta con i suoi continui cambi di voce, sia Venere che la voce fuori campo che Adone. Ferrero/Trastu parla con il corpo, ogni singolo movimento è perfettamente incastrato nello spazio e segue a specchio quello del suo regista/co-interprete dello spettacolo. La danza contemporanea e la lingua dei segni si fondono nella sua recitazione e l’attore riesce benissimo con le espressioni e con i gesti a parlare senza dire neanche una parola.
Valter Malosti invece è assolutamente unico ed incantevole nell’abbigliamento, nello sguardo, nella voce, nella padronanza scenica, nell’interpretazione.
Il testo è pur sempre Shakespeare…Una Venere avida e lussuriosa, innamorata di un giovane uomo che non sa ancora cos’è l’amore e pensa solo alla caccia. Non sappiamo se Venere sia davvero innamorata del suo Adone o lo corteggi solo per mostrare la sua onnipotenza. Nel testo c’è un susseguirsi di lussuria, avidità, indignazione, passione, emozione, dolcezza, pena…tutte sensazioni che ci vengono stimolate da Venere nell’ora e mezza di spettacolo. Si indaga di continuo nelle contraddizioni dell’amore e nei comportamenti dettati da questo sentimento.
Come dicevo, lo spettacolo stimola ad indagare e ad approfondire…io ho già comprato il testo di shakespeare…c’è sempre tanto da imparare sull’amore…